Da quale esperienza partiamo

Le prime proposte riguardo il miglioramento genetico per l’agricoltura biologica e biodinamica sono state date da Rudolf Steiner già negli anni 20. Sosteneva che tutte le piante coltivate dovessero essere migliorate da capo al fine di arginare la perdita di qualità. Solo però a partire dagli anni ’80 nacquero delle iniziative incentrate sulle funzioni del miglioramento genetico delle specie di cereali e ortaggi. Nonostante il loro forte impegno, a causa delle scarse risorse finanziarie, questi pionieri, che conducevano le loro attività senza scopo di lucro, disponevano di un ristretto potenziale d’azione per l’avvio di aziende di miglioramento genetico. Nel 1995 venne fondata dal GLS-Treuhand Bochum, la fondazione per le sementi, volta a sostenere le iniziative di miglioramento genetico per la biodinamica. Nello stesso momento si intensificò la promozione per la realizzazione delle mansioni più importanti. 15 anni più tardi questa fondazione sarebbe stata in grado di sostenere il miglioramento genetico per la biodinamica con un contributo importante. Nel 2001 vennero fondate in Bad Vilbel (Germania) l’Associazione dei genetisti per la biodinamica (ABDP), con un proprio modello di coltivazione, e in Driebergen (Paesi Bassi) «il consorzio europeo per la coltivazione delle piante bio (ECO-PB)». Quindi nel 2010 Bio Suisse, come prima organizzazione bio, decise di assegnare al miglioramento genetico per il biologico un compito fondamentale e di sostenerlo finanziariamente. Due anni più tardi, nel 2012, insieme alle associazioni bio europee e il FiBL (Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica), vennero definiti i principi fondamentali del miglioramento genetico per il bio, e vennero inseriti nelle direttive della IFOAM (Federazione internazionale per l’agricoltura biologica).
Tali principi sono:

  1. Varietà in grado di autoriprodursi, quindi completamente fertili
  2. Il miglioramento genetico si esegue entro condizioni riconosciute «bio»
  3. Si rispettano le cellule e i genomi in quanto unità (nessuno intervento tecnico e tantomeno OGM)
  4. Si rispettano le barriere naturali per la creazione di ibridi

Fino ad oggi grazie a queste iniziative si sono potute creare in tutta Europa per la coltivazione già oltre 50 nuove varietà di cereali, ben oltre 100 varietà orticole e le prime 100 varietà di mele. La maggior parte di queste iniziative di utilità pubblica è autonoma rispetto allo stato, poiché i mezzi sono forniti da investimenti privati così come da associazioni e imprese interessate. Per lo svolgimento di tali compiti le risorse pubbliche sono fortemente limitate.

Purtroppo l’Italia non vanta un lavoro così vicino alle aziende biologiche e biodinamiche e per questo dopo qualche anno di prime esperienze abbiamo valutato la possibilità di un contenitore come la Fondazione Seminare il Futuro.

Nell’anno 2015 Peter Kunz, forte del sua esperienza di 35 anni nel settore del miglioramento genetico in bio, ha accolto questa sfida. Assieme ad EcorNaturaSì, la Coop. Gino Girolomoni e la collaborazione della Fattoria di Vaira ha iniziato un lavoro di selezione sul frumento duro: ne è nato per l’Italia il progetto frumento duro. Da qui poi è emerso la necessità di dare una prospettiva di lungo termine alla ricerca genetica.

Oggi i forti cambiamenti climatici necessitano di piante che sappiano guardare al futuro e quindi la ricerca deve poter avere una prospettiva.