Come lo facciamo

Quello che davvero distingue le varietà ottenute da una selezione dei semi specifica per il biologico è che non si dà importanza al solo prodotto ottenuto ma all’intero processo. In questo caso non si parla più di seme biologico ma di varietà biologiche ottenute facendo un uso sostenibile delle risorse naturali che rispecchia le esigenze di tutti gli attori coinvolti nella catena del valore (produttori, trasformatori, commercianti e consumatori). Queste varietà sono riconoscibili con il marchio bioverita (www.bioverita.ch) che ne certifica il processo oltre che il prodotto.

Quest’ultimo è il tipo di selezione che la fondazione “Seminare il futuro “ intende promuovere.
Di seguito si riportano maggiori dettagli sul modello di selezione e i principi stabiliti di comune accordo da tutti i selezionatori europei che operano nel settore.
I criteri seguiti durante il processo di selezione di una varietà biologica possono essere suddivisi in 3 gruppi principali:

– etici
– strategici
– socio-economici.

Criteri etici

1. Il genoma è rispettato come un’entità indivisibile e la manipolazione tecnico / fisica nel genoma della pianta non è ammessa (per esempio attraverso la trasmissione di DNA, RNA o proteine isolate, o attraverso la mutagenesi artificiale).

2. La cellula è rispettata come un’entità funzionale indivisibile e gli interventi tecnico / fisici in una cellula isolata sui terreni di crescita non è ammessa (per esempio tecniche di ingegneria genetica).

3. La capacità naturale di una varietà di riprodursi deve essere mantenuta e le tecnologie che limitano la capacità di germinazione delle colture propagate per seme non sono ammesse (ad esempio dalla tecnologia Terminator).

4. Una varietà deve essere utilizzabile per ulteriori programmi di miglioramento genetico e per la propagazione del seme. Ciò significa che viene esclusa la brevettabilità e la capacità di incrocio non è limitata da mezzi tecnici (ad esempio utilizzando la sterilità maschile senza possibilità di ripristino).

5. La creazione della diversità genetica avviene rispettando la barriera naturale d’incrocio attraverso la fusione di cellule uovo e polline. L’ibridazione forzata delle cellule somatiche (ad esempio attraverso le fusioni cellulari) non è ammessa.

6. Le varietà non ibride devono essere allevate in modo da dare agli agricoltori la possibilità di produrre le proprie sementi (privilegio degli agricoltori).

7. I principi dell’agricoltura biologica (i principi IFOAM, della salute, ecologia, giustizia e cura) costituiscono le linee guida per le attività di sviluppo di una nuova varietà.

8. E’ ammesso l’uso di ibridi come materiale di partenza per nuovi incroci. In questo caso per garantire che questi semi ibridi producano una progenie fertile e possano produrre un rendimento tramite organi generativi (semi), la linea paterna deve avere un gene restauratore ereditato cromosomicamente che possa indurre nuovamente la fertilità maschile. Per le varietà ibride la cui fertilità non è stata ripristinata dai geni restauratori, non è possibile produrre alcuna progenie, il che significa che l’autoproduzione di semi non è possibile. Questi individui possono essere utilizzati solo come piante madri per ulteriori riproduzioni in quanto la sterilità maschile viene trasmessa alla progenie.

Criteri concernenti le strategie di selezione

9. Tutto il processo di sviluppo di nuove varietà, dall’incrocio alla riproduzione del seme, avviene in regime di agricoltura biologica. In questo modo si può osservare fin dalle prime fasi di selezione l’interazione della pianta con l’ambiente e con il suolo e beneficiare di possibili effetti epigenetici. Ciò significa che la selezione avviene in condizioni di agricoltura biologica.

10. La selezione fenotipica nel campo può essere completata da ulteriori metodi di selezione (ad esempio analisi di composti naturali o marcatori molecolari per scopi diagnostici).

11. Nello sviluppo e selezione di varietà biologiche si utilizza materiale genetico che non è stato contaminato da prodotti dell’ingegneria genetica.

Criteri socio economici

12. Lo scambio di risorse genetiche è incoraggiato e qualsiasi brevetto di organismi viventi, loro metaboliti, sequenze di geni o processi di riproduzione non sono ammessi.

13. Il processo di riproduzione, il materiale di partenza (ad esempio i parentali incrociati, le popolazioni di partenza) e le tecniche di riproduzione applicate saranno divulgati per consentire ai produttori e ai consumatori di scegliere le varietà in base ai loro valori (per esempio chiara dichiarazione delle varietà derivate da mutazione). I costitutori di varietà biologiche devono rendere disponibili al pubblico le informazioni sui metodi utilizzati, al più tardi dall’inizio della commercializzazione delle sementi.

14. Si promuove l’approccio partecipativo nello sviluppo e selezione di nuove varietà (agricoltori, trasformatori, produttori, consumatori e commercianti).

15. Si ambisce a programmi di sviluppo e selezione di nuove varietà per una pluralità di colture per contribuire all’aumento della biodiversità agraria.

16. La selezione biologica contribuisce ad incrementare l’adattabilità delle varietà alle condizioni di crescita future (ad esempio i cambiamenti climatici)

La selezione biologica è un metodo di sviluppo e selezione di nuove varietà creativo, cooperativo e aperto al confronto con l’ambiente scientifico, all’intuizione e alle nuove scoperte. Utilizza un approccio olistico che rispetta le barriere naturali d’incrocio basato su piante fertili che possono stabilire un rapporto vitale con il suolo e gli organismi che lo vivono. Le varietà sviluppate devono fornire rese sufficientemente elevate e stabili facendo un uso minimo delle risorse esterne ed avere buone qualità nutrizionali e tecnologiche.